Il mestiere della comunicazione
Davvero uno strano mestiere quello della comunicazione. Non ha limiti né confini se non quelli della natura umana; e in tal senso ogni progetto nasce dal bisogno di scambiare informazioni e dal piacere di condividere emozioni.
Non è quindi eccessivo affermare che la comunicazione – in ogni sua forma e modalità – ci ha reso umani.
Appartengono al novero della comunicazione messaggi di immediata percezione come questi:
Come pure documenti molto più complessi che impongono un’elevata soglia di attenzione:
In entrambi i casi – sia che si tratti di emotività pura (che decodifichiamo con un “mi piace/non mi piace”) che di informazioni neutre come le dimensioni o le finiture – il requisito fondamentale della comunicazione efficace è uno solo: l’immediatezza percettiva che ci fa notare il messaggio insieme alla facilità di lettura/comprensione dello stesso.
Un esempio di scuola
La mappa della metropolitana di New York è uno straordinario esempio di scuola. Un progetto di comunicazione che unisce in sé immediatezza, leggibilità e valore estetico. (Sono in molti coloro che hanno appeso questo manifesto sui muri di casa anche se non prenderanno mai la metro di NY).
La terza categoria
A queste due categorie è necessario aggiungerne una terza: la comunicazione sociale. Figlia della maggiore responsabilità imprenditoriale, atteggiamento etico che induce il management a valutare con attenzione l’impatto delle scelte aziendali nel lungo periodo sull’ambiente e sulle dinamiche sociali, la comunicazione sociale è il frutto della crescita culturale che ha trasformato il modo di fare impresa nel mondo Occidentale.
Un nuovo modo di produrre, distribuire e consumare che riguarda anche la comunicazione, strumento al servizio della produttività e del profitto quanto dell’intelligenza etica, ovvero di come si produce e delle conseguenze della produzione.
La comunicazione sociale è un lavoro complesso. Creatività e rigore organizzativo, ovvero il sapere grafico e quello documentale, alleati per conseguire quella “leggerezza narrativa” che rende facilmente comprensibili dati altrimenti di difficile lettura.
L’obiettivo? Tradurre i contenuti tecnici in linguaggio chiaro e comprensibile a tutti e in tal modo dare valore al valore dell’azienda. Perché anche le aziende non sono tutte uguali.




