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“Accarezza il dettaglio, il divino dettaglio”

(Vladimir Nabokov)

 

I giapponesi chiamano “Meishi koukan” lo scambio dei biglietti da visita.

Quello che per noi occidentali è solo un atto il cui scopo è consentire la rintracciabilità, in Giappone è un rituale di grande importanza sociale.
Un dettaglio, certo. Insignificante per chi non fa business nel Sol Levante.
Ma vitale per tutti coloro che intraprendono relazioni commerciali. Non rispettarlo significa offendere gratuitamente il proprio interlocutore (e pregiudicare l’esito di una trattativa).

Ne parliamo perché da bravi minimalisti quali siamo, ci riconosciamo perfettamente nell’affermazione di Aby Warburg. L’inventore dell’iconologia coniò un detto fatto proprio anche da Mies Van der Rohe, il padre dell’architettura contemporanea: “Dio è nei dettagli”.

La cura dei dettagli – l’eliminazione di quelli inutili o puramente decorativi – è la ricerca dell’essenza nella comunicazione visiva. Che è poi ricerca dell’immediatezza, della velocità unite all’eleganza.

Un esempio di cui andiamo se non fieri certamente soddisfatti, è il lavoro compiuto per Elena Giussani, manager responsabile di progetti d’interior design ad alto tasso di personalizzazione. Un mestiere complicato e difficile nel quale i dettagli sono i testimoni incorruttibili della perfezione e del successo.
Elena Giussani ci ha chiesto di ideare un primo strumento di comunicazione – il biglietto da visita, appunto – in grado di trasmettere in modo immediato e memorabile una precisa idea di gusto, di amore per la forma, di attenzione all’essenza e alla bellezza. Ci siamo riusciti? Il risultato lo vedete qui:

Come ben sappiamo, anche nell’epoca dell’impalpabile virtuale le idee camminano sulle gambe di una buona applicazione operativa. Per questo ci siamo affidati alle mani sapienti della tipografia Galli Thierry.
Ovviamente il biglietto da visita non è che l’inizio. Diciamo che è il dettaglio di un progetto la cui conclusione è la costruzione del sito web a cui stiamo lavorando. Chissà cosa ne avrebbero pensato Aby Warburg e Mies Van der Rohe, due talenti visionari che non hanno potuto assistere alla rivoluzione digitale.

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Concept • Romanoassociati
Stampa e confezione tipografia Galli Thierry / Milano