Caro Babbo Natale,
ti scriviamo questa lettera nella speranza che abbia valore retroattivo. Perdonaci l’uso di una parola così burocratica che neanche alle Poste di Cantù, ma è giusto per capirci: aspettiamo i tuoi doni non per quello che abbiamo fatto quest’anno ma per ciò che di buono faremo l’anno prossimo.
Prima però una precisazione. Sono in molti a non credere nella tua esistenza: errore grave da segnare con la matita blu. Tu, proprio come gli Unicorni, Puck, Titania e l’amico immaginario che tutti abbiamo avuto nella nostra infanzia, sei il frutto della Creatività e della Fantasia (beninteso, quando smettono di bisticciare e lavorano alacramente insieme). Noi che della Creatività e della Fantasia siamo adepti fedeli, ci guardiamo bene dal mettere in discussione un’opera così ben riuscita.
Caro Babbo, la promessa che ti facciamo è di quelle parecchio impegnative. Già a partire dal primo giorno del nuovo anno ci impegnamo ad esercitare l’arte della leggerezza e dell’ottimismo.
Non la tanto sbandierata “leggerezza di Calvino” che, detto fra noi, chissà quanti sanno cos’è; ma la leggerezza di chi affronta gli “intoppi” provando a trasformarli in opportunità, convinto che lavorare insieme a Creatività e Fantasia sia il più grande dei privilegi.