Dalla A alla Zeta
“Com’ero buffo, quand’ero burattino! e come ora son contento di essere diventato un ragazzino per bene!”
Così si concludono “Le avventure di Pinocchio”, storia di metamorfosi tra le più belle della nostra letteratura, trae origine da una tradizione millenaria. Il cambiamento – o meglio, la trasformazione magica – è un’invenzione che dobbiamo al mondo Greco. Sono più di un centinaio le storie che vedono gli dèi dell’Olimpo impegnati in mirabolanti trasformazioni al fine di portare a termine con successo inganni e seduzioni. Una tradizione che ai giorni nostri prosegue nei film di fantascienza, nei cartoon e nei fumetti attraverso i Trasformers e gli “UfoRobot” giapponesi.
Il sogno della trasformazione non riguarda solo il mito e la letteratura. Turba i sonni degli ingegneri meccanici che, come gli alchimisti medievali alla ricerca della pietra filosofale, perseguono il mito della vettura totale capace di marciare sulla sabbia, attraversare i fiumi pur viaggiando come nella canzone di Battisti-Mogol “senza strappi al motore”. Senza scordare, giusto per tornare all’amato Pinocchio, il mondo di chi progetta e produce oggetti di legno laddove il sogno è costruire qualcosa che si adatta e muta seguendo il cambiamento e la crescita di chi lo abita.
La storia che vi raccontiamo oggi è una storia di cambiamento. Un progetto al tempo stesso discreto e ambizioso che ricorda la vicenda narrata da Collodi.
Una storia di crescita, un’esplorazione di sé nella trasformazione che avviene lungo il corso del tempo. Una storia di bambini (maschile espanso) che diventano adolescenti e poi giovani donne e giovani uomini. La storia di “una stanza tutta per sé”, giusto per citare un altro racconto di libertà e trasformazione, il luogo che accoglie e accudisce “i corti che ci somigliano” su cui vegliamo con affetto e preoccupazione.
La storia s’intitola “Generazione Cityline. Camerette dalla A alla Zeta”. Il riferimento è sia all’alfabeto (altra “invenzione mitica” che dobbiamo al mondo greco) sia ai nuovi modi – forse un po’ arbitrari – di classificare le generazioni successive alla nostra. Se avete la pazienza di googlare, le spieghe sono millanta. Noi preferiamo chiedervi ancora un po’ di attenzione per raccontarvi come abbiamo affrontato la comunicazione di un progetto la cui ambizione è coprire il lungo arco temporale che va dalla prima infanzia all’adolescenza, e da quest’ultima forse anche qualcosa più in là.

Abbiamo innanzitutto privilegiato i contenuti informativi.
L’obiettivo era quello di rendere immediatamente percettibili i vantaggi di un progetto la cui principale chiave di lettura è il rapporto value-for-money. Risultato conseguito attraverso l’adozione di un design all’insegna della linearità e della sobrietà funzionale, i criteri che consentono di governare i capricci delle mode. Un progetto pensato per aiutare i nostri figli ad affrontare il mestiere di crescere nel modo più sereno e giocoso possibile. Insomma, come si suol dire, dalla A alla Zeta.


